Il risarcimento per malasanità può essere richiesto dal paziente che ha subito un danno ingiusto, fisico o psichico, per ‘imperizia, negligenza e imprudenza‘ del personale medico. Possono essere responsabili di errori le seguenti figure, anche in concorso tra di loro: medico di base, primario, dirigente medico, chirurgo, medico generico, infermiere, personale paramedico e guardia medica. Rientrano in tale categoria, ad esempio, diagnosi errate o ritardate, omissioni sugli esami da eseguire, errate terapie, operazioni chirurgiche sbagliate, assistenze mediche ed ospedaliere non adeguate, complicanze dovute a parti malriusciti con gravi conseguenze per il neonato, malattie e infezioni da trasfusione, cattiva gestione delle cure successive ad un intervento, ecc.
La richiesta di risarcimento deve essere inviata entro dieci anni nei confronti della struttura sanitaria ed entro cinque anni nei confronti del singolo professionista, a partire dal momento in cui si manifesta il danno, e non dal compimento dell’errore, dato che le conseguenze possono manifestarsi in un secondo momento. La procedura da seguire è la seguente:
- Richiesta di una perizia medico legale, indispensabile per provare la responsabilità del medico e della struttura sanitaria. Deve essere effettuata da un medico legale e deve ricostruire l’accaduto con chiarezza, arrivando a delle conclusioni precise e quantificando il danno subito dal paziente.
- Invio della richiesta di risarcimento direttamente all’azienda ospedaliera o al singolo medico, che in seguito contatteranno la loro compagnia assicurativa, comunicando la loro versione dei fatti.
- La compagnia assicurativa chiamata in causa può nominare dei medici legali di fiducia per valutare se la richiesta è fondata e se la perizia di parte è corretta. Quindi, viene visitato il danneggiato, o in caso di decesso vengono valutati i documenti presenti.
- La compagnia decide se liquidare il danneggiato o i suoi eredi, o rigettare la richiesta.
- Se viene rigettata la richiesta, è necessario ricorrere al giudice, che nominerà un consulente tecnico d’ufficio, ovvero un medico imparziale per valutare le perizie effettuate dai medici di parte, e si avvierà una causa.
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